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Informatica, Web ed altro… il blog di Alessio Caprari.
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SteerMe – Firefox Orientation Bookmarklet

alessio | 6 November 2009

Just a few days ago, the guys at Mozilla released the first beta version of the incoming Firefox 3.6.

While playing with it, I was wondering, which is the coolest feature introduced in this new release? Well, if you are a user, it should be the full screen support for native HTML5 video. If you are a developer, it may be the new CSS enhancements. But, what if you are a Macbook user?

If you are a Macbook user, it will surely be the detection of the notebook orientation using its integrated accelerometer.

There are a bunch of demo showing this new functionality, they were so exciting I wanted to build one on my own. So, here it is a brand new orientation bookmarklet:

SteerMe

Simply drag and drop the SteerMe button into the bookmarks toolbar of Firefox, or copy its link and manually create a new bookmark. Then, go to a new web page, press the newly created bookmark and begin to rotate your Macbook.

You will see the page still vertical while you rotate the notebook on the left and on the right, you will see it stretched and tightened while you move the keyboard up and down. And you will see the page bounce when, ehm…, you drop your precious notebook!

Tablet-like visualization with Macbook rotated on the left

Tablet-like visualization with Macbook rotated on the left

Stretched page with keyboard upside down

Stretched page with keyboard upside down

How does it work? This is the bookmarklet code with extra spaces:

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window.addEventListener &&
window.addEventListener("MozOrientation", function(e) {
    var h = innerHeight,
        ox = scrollX + innerWidth / 2,
        oy = scrollY + h / 2,
        bs = document.body.style;
    bs.MozTransformOrigin = ox + "px " + oy + "px";
    bs.MozTransform = "rotate(" + (90 * e.x) + "deg) " +
                      "scaleY(" + (e.y + 1) + ") " +
                      "translateY(" + (-h * (e.z + 1)) + "px)";
}, true);
void(0);

As with every bookmarklet, its Javascript code must be as short as possible and tends to be quite obfuscated, but it is very simple. First of all, we will listen to the new MozOrientation event on the window object. Then we will apply a CSS transform to the body of the page using the event orientation data.

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accelerometer, bookmarklet, CSS, firefox, Javascript, macbook, orientation
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Gli anni passano…

alessio | 24 September 2009

FacebookQualche giorno fa ho ricevuto una curiosa email, diceva di provenire da Facebook, ma stavo quasi per cestinarla, mi sembrava evidente che si trattasse di phishing…

Poi però ho guardato bene l’email… e poi mi è tornato in mente un episodio…

L’anno scorso avevo provato ad iscrivermi a Facebook, dopo l’inserimento iniziale dei dati sono rimasto in attesa dell’email di conferma registrazione. Ho atteso minuti, ho atteso ore e poi giorni… l’email non è mai arrivata. Tutto questo lo scorso settembre, settembre 2008.

Allora riguardo bene l’email, eccola qui:

Conferma registrazione su Facebook

Email di conferma registrazione di Facebook

L’email è originale! È stata generata proprio a seguito della mia registrazione.

Ma allora a chi è dovuto tutto questo ritardo? Non ci resta che dare un’occhiata agli header del messaggio:

Received: from [10.18.255.137] ([10.18.255.137:39141]) by
  mta003.snc1.facebook.com (envelope-from <update+pfvglef@facebookmail.com>)
  (ecelerity 2.2.2.37 r(28805/28844)) with ECSTREAM id A3/82-29819-179B5AA4;
  Mon, 07 Sep 2009 18:54:57 -0700

Il primo degli header Received indica chiaramente che il messaggio veniva smistato dal sistema di posta di Facebook solo qualche giorno fa, la colpa sembra quindi essere proprio del grande social network.

Non c’è che dire, gli anni passano, caro Facebook…

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email, facebook, posta, registrazione, ritardo
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Questionario Creative Commons

alessio | 3 December 2008

Creative Commons ha pubblicato un questionario per capire come venga inteso il termine “non commerciale” utilizzato in alcune delle loro licenze.

È per una buona causa, spendete 15 minuti per compilarlo, c’è tempo ancora per pochi giorni.

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commerciale, copyright, creative commons, licenza, non commerciale, questionario, sondaggio
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Bell’articolo sul Corriere della Sera

alessio | 2 November 2008
Notizia su OpenID sul Corriere della Sera

Notizia su OpenID sul Corriere della Sera

C’è una buona notizia sul Corriere di oggi.

Non si tratta di una notizia intesa nel senso comune di pubblicazione di un avvenimento di cronaca o attualità, ma di un episodio molto positivo che riguarda l’edizione web del Corriere della Sera e più in generale l’approccio alla rete dei principali media mainstream.

Nella rubrica Zapping News del Corriere di oggi, la colonna centrale azzurra solitamente dedicata a notizie morbose come la pubblicazione dell’ultimo calendario, grottesche come la premiazione degli addominali di Beckham e l’ultima cura contro il raffreddore, o bizzarre come la scimmia inafferrabile a Tokyo, troviamo un bell’articolo a firma Lavinia Hanay Raja che ci parla della controversa adozione di OpenID da parte di Google e Microsoft.

La perizia e la competenza con cui l’articolo è stato scritto lasciano felicemente sorpresi: descrizione puntuale e precisa, contestualizzazione della tecnologia ed analisi pienamente condivisibili.

Siamo probabilmente e fortunatamente ormai lontani dal tristemente noto articolo di Luca Panerai apparso anni fa su Panorama Next, ma il rischio di ritrovare titoli a piena pagina ed articoli su fantomatici hacker che bucano sistemi della CIA e diventano milionari con la loro doppia vita trascorsa nell’oscurità è purtroppo ancora alto.

Per questo motivo, l’articolo di Hanay, ultimo di una serie di collaborazioni con il Corriere, lascia ben sperare che, un po’ alla volta, anche sui grandi giornali la situazione migliori.

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corriere, giornalismo, mainstream, Media, notizia, openid, quotidiani
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Android, libertà o controllo?

alessio | 22 October 2008

È stato finalmente pubblicato il codice sorgente sviluppato per il progetto Android, completo di molte risorse per lo sviluppo. Questa è la presentazione che si legge in homepage:

Android is the first free, open source, and fully customizable mobile platform.

Eppure, nei Terms of Service dell’Android Market, si legge:

Google may discover a product that violates the developer distribution agreement … in such an instance, Google retains the right to remotely remove those applications from your device at its sole discretion

Sembra piuttosto contraddittorio, non credete?

“Open source” non è un’etichetta da applicare al proprio software per attirare l’attenzione e riempire qualche titolo di giornale. O il software è libero, oppure hai il controllo sul software.

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android, free software, google, kill switch, Open Source
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La scomparsa della mela

alessio | 14 October 2008

Sbaglio o dalla tastiera dei nuovi MacBook è scomparso il simbolo della mela?

Update: Giulio nei commenti fa giustamente notare che il simbolo era scomparso dalle tastiere Apple già da qualche mese. La tastiera dei MacBook appena usciti è comunque nuova, sono infatti scomparsi tutti i simboli ad eccezione di quello del punto di interesse, niente simboli per Shift, Caps Lock, Tab e Delete e addirittura per il tasto Enter!

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apple, Computer, macbook, mela, notebook, portatile, tastiera
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www.webmess.it: nuovo dominio

alessio | 7 October 2008

WebMess ha finalmente un nome a dominio dedicato: www.webmess.it.

Purtroppo non mi è possibile attivare una funzione di redirect automatico sul vecchio blog verso il nuovo spazio, invito quindi tutti a visitare direttamente il nuovo sito a questo indirizzo:

http://www.webmess.it

I nuovi post compariranno unicamente su quest’ultimo sito.

Per chi invece avesse sottoscritto il feed RSS del blog, questo è il nuovo indirizzo da utilizzare per la sottoscrizione:

http://www.webmess.it/feed

Infine, un ringraziamento particolare a Matteo che, non rendendosi conto di tutte le pedanti richieste che presto lo sommergeranno, mi ha concesso gratuitamente lo spazio sul server. Grazie!

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Qui, qui e qui

alessio | 30 September 2008

Non ci sono buoni motivi per scrivere “qui” come contenuto di un link. Quante volte vi sarà capitato di leggere articoli e di trovare frasi come: per approfondimenti si veda qui, il prodotto si trova qui, per scaricare andate qui…

Non fatelo, astenetevi.

Purtroppo anche siti importanti come Punto Informatico adottano questa pratica, ma è completamente da sconsigliare.

Il contenuto di un link (il testo compreso tra i due tag <a> e </a>) dovrebbe infatti essere il più possibile indipendente dal suo contesto, si dovrebbe capirne lo scopo ed intuirne la destinazione semplicemente analizzando il testo associato, senza dover necessariamente leggere l’intera frase in cui appare.

Non si tratta soltanto di un problema stilistico, ci sono anche importanti questioni tecniche a vantaggio di questa scelta:

Indicizzazione: i motori di ricerca utilizzano il testo associato ad un link per individuare le parole chiave da associare ad una pagina web. Questo meccanismo è così importante che viene addirittura utilizzato per effettuare il cosiddetto Google bomb (famosissimo il caso di miserable failure associato alla biografia di Bush, che tra l’altro è ancora visibile nei risultati di Yahoo!)

Accessibilità: nell’utilizzo di dispositivi non standard oppure nel caso di utenti con disabilità, può capitare che ci si sposti da un link all’altro semplicemente premendo il tasto TAB della tastiera. Si arriverebbe quindi su di un link senza aver letto la frase che lo precede.

Usabilità: capita molto spesso, più spesso di quanto si possa pensare, che un utente che visiti un sito non ne legga in modo sistematico il contenuto ma si limiti a guardare velocemente le varie parti che lo compongono cercando quelle di maggiore interesse. È quindi importante che un link ed il suo scopo possano essere identificati in modo immediato.

Questi argomenti dovrebbero essere più che sufficienti: bandite la parola “qui” dai vostri link.

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Statistiche sui click in uscita

alessio | 21 September 2008

Guardando le statistiche di questo blog, sono rimasto incuriosito da una particolare sezione: quella riguardante i link che hanno ricevuto più click dai visitatori.

Statistiche dei click sui link in WordPress

Statistiche dei click sui link in WordPress

Mi chiedevo infatti come facesse WordPress ad avere questo tipo di informazioni. Per le altre sezioni ottenere i risultati è relativamente facile, i link utilizzati per arrivare verso questo blog ed i termini utilizzati sui motori di ricerca si ottengono semplicemente analizzando il campo Referer HTTP. Ma quando si fa click su di un link, il browser effettua soltanto una connessione verso il server che ospita la nuova pagina, senza segnalare nulla a quella che si sta per lasciare.

La risposta a questo dubbio è data da quella piccolissima immagine a forma di smile, che si trova in fondo ad alcuni blog WordPress, compreso questo:

Immagine utilizzata per le statistiche sui click in uscita

Immagine utilizzata per le statistiche sui click in uscita

Scendendo in dettagli tecnici, ogni volta che si visita una di queste pagine, viene caricato il file JavaScript w.js dal server delle statistiche di WordPress. Questo script definisce una serie di funzioni (scritte per la verità in modo un po’ criptico e con uno stile non del tutto chiaro ed uniforme) che costituiranno il meccanismo con cui segnalare i click in uscita.

Una di queste è linktracker_init(), eseguita al caricamento della pagina aggiunge un listener sul body in modo da intercettare ogni click effettuato all’interno di quanto visualizzato. Ad ogni click verrà così eseguita la funzione linktrack() che, dopo aver verificato che questo sia avvenuto su di un link diretto verso un indirizzo esterno al proprio blog, costruirà un URL destinato verso il server delle statistiche e contenente l’indirizzo del link che si sta per visitare, per poi eseguire queste istruzioni:

var x=new Image(1,1);
x.src = src;

Lo script quindi creerà una nuova immagine che corrisponde proprio allo smile visualizzato sopra, la cui richiesta di caricamento permetterà l’invio delle informazioni necessarie al server delle statistiche.

L’utilizzo di un’immagine come meccanismo per l’invio di informazioni ad un server può sembrare in apparenza una tecnica un po’ esotica, soprattutto se confrontata con le ben più comuni richieste AJAX. Purtroppo però la limitazione di same origin policy, che si applica alle richieste AJAX, non avrebbe permesso di contattare un server con un hostname differente da quello associato al proprio blog. Ecco perché probabilmente hanno scelto di caricare un’immagine.

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CSS transform in Firefox 3.1

alessio | 17 September 2008

Per gli sviluppatori web, Firefox 3.1 sembra riservare sorprese decisamente interessanti, nonostante l’incremento del solo minor number della versione.

Una di queste consiste nella nuova proprietà CSS transform che per il momento sarà utilizzabile con il nome proprietario -moz-transform. Mutuata da WebKit, questa proprietà permetterà di applicare trasformazioni come rotazioni, traslazioni o variazioni di scala agli elementi delle proprie pagine web.

Mi sembra il modo giusto di procedere, da convinto sostenitore della separazione tra presentazione e contenuto credo che il potenziamento delle funzionalità fornite dai fogli di stile CSS sia il modo migliore per poter realizzare interfacce accattivanti, senza dover ricorrere ad un uso eccessivo di immagini o, peggio ancora, a prodotti proprietari.

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CSS, firefox, gecko
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