Android, libertà o controllo?
alessio | 22 October 2008È stato finalmente pubblicato il codice sorgente sviluppato per il progetto Android, completo di molte risorse per lo sviluppo. Questa è la presentazione che si legge in homepage:
Android is the first free, open source, and fully customizable mobile platform.
Eppure, nei Terms of Service dell’Android Market, si legge:
Google may discover a product that violates the developer distribution agreement … in such an instance, Google retains the right to remotely remove those applications from your device at its sole discretion
Sembra piuttosto contraddittorio, non credete?
“Open source” non è un’etichetta da applicare al proprio software per attirare l’attenzione e riempire qualche titolo di giornale. O il software è libero, oppure hai il controllo sul software.




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Non sono d’accordo su come è posta la discussione.
OpenSource significa quello che hanno fatto: rendere disponibile il sorgente di Android.
Opensource non significa “quel programma deve fare cose belle”. Anche i trojan sono opensource.
Discorso diverso è contestare una feature dell’applicativo.
Ma OpenSource non significa nemmeno licenza… non conoscendo la licenza non so se si posssa forkare senza questa feature contestata. E anche se fosse ci vorrebbe un terminale aggiornabile per permettere all’utente di mettere la distro che preferisce.
Insomma Open Source non significa bello, legale, etico.
Ovviamente il tutto rigorosamente IMHO.
Vero quello ha detto Cash, ma altresì falso quel che ha detto mr. google, quando afferma che il suo programma è “fully customizable”.
Ma forse esagero io con l’aggrapparmi alle parole.