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Informatica, Web ed altro… il blog di Alessio Caprari.
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Qui, qui e qui

alessio | 30 September 2008

Non ci sono buoni motivi per scrivere “qui” come contenuto di un link. Quante volte vi sarà capitato di leggere articoli e di trovare frasi come: per approfondimenti si veda qui, il prodotto si trova qui, per scaricare andate qui…

Non fatelo, astenetevi.

Purtroppo anche siti importanti come Punto Informatico adottano questa pratica, ma è completamente da sconsigliare.

Il contenuto di un link (il testo compreso tra i due tag <a> e </a>) dovrebbe infatti essere il più possibile indipendente dal suo contesto, si dovrebbe capirne lo scopo ed intuirne la destinazione semplicemente analizzando il testo associato, senza dover necessariamente leggere l’intera frase in cui appare.

Non si tratta soltanto di un problema stilistico, ci sono anche importanti questioni tecniche a vantaggio di questa scelta:

Indicizzazione: i motori di ricerca utilizzano il testo associato ad un link per individuare le parole chiave da associare ad una pagina web. Questo meccanismo è così importante che viene addirittura utilizzato per effettuare il cosiddetto Google bomb (famosissimo il caso di miserable failure associato alla biografia di Bush, che tra l’altro è ancora visibile nei risultati di Yahoo!)

Accessibilità: nell’utilizzo di dispositivi non standard oppure nel caso di utenti con disabilità, può capitare che ci si sposti da un link all’altro semplicemente premendo il tasto TAB della tastiera. Si arriverebbe quindi su di un link senza aver letto la frase che lo precede.

Usabilità: capita molto spesso, più spesso di quanto si possa pensare, che un utente che visiti un sito non ne legga in modo sistematico il contenuto ma si limiti a guardare velocemente le varie parti che lo compongono cercando quelle di maggiore interesse. È quindi importante che un link ed il suo scopo possano essere identificati in modo immediato.

Questi argomenti dovrebbero essere più che sufficienti: bandite la parola “qui” dai vostri link.

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Elemento video in Firefox 3.1

alessio | 12 September 2008

Pochi giorni fa è stata rilasciata la seconda versione alfa di Firefox 3.1. Questa introduce, oltre ad altre novità che varrà la pena di analizzare in futuro, il supporto preliminare all’elemento <video> previsto dalla bozza di standard di HTML 5.

L’elemento <video> ha lo scopo di semplificare decisamente l’inclusione di filmati all’interno delle proprie pagine web, rendendone l’inserimento facile come l’utilizzo di immagini attraverso il tag <img>.

In dettaglio, l’inserimento del video avviene utilizzando codice HTML di questo tipo:

<video controls="controls" src="URL filmato"></video>

L’elemento potrà inoltre contenenere altro codice HTML, come testo o immagini, che saranno visualizzati dai browser non compatibili, al posto del filmato.

In Firefox 3.1 l’unico formato supportato sarà Ogg Theora con audio Ogg Vorbis e per la decodifica non verrà utilizzato alcun tipo di plugin. All’interno dei sorgenti sono state infatti direttamente incluse le librerie sviluppate dalla fondazione Xiph.Org.

Presso il blog degli sviluppatori del browser Opera, è possibile trovare alcune pagine di esempio che utilizzano questo nuovo elemento HTML. Visitandole con la nuova versione alfa di Firefox, si potrà verificare direttamente quali risultati si possano ottenere:

Elemento <video> in Firefox 3.1 alfa 2

Elemento <video> in Firefox 3.1 alfa 2

Rimane soltanto da fare un’ultima considerazione: la creazione di nuovi elementi come <audio> e <video> delinea una filosofia alla base dello sviluppo del nuovo standard HTML 5 che non ritengo completamente condivisibile. Per la visualizzazione di filmati o audio, escludendo il diffusissimo ricorso ad appositi player in Flash, era già disponibile l’elemento <object>, che ha il vantaggio di essere generico e quindi adatto a qualsiasi utilizzo non inizialmente previsto. Il rischio che si corre è infatti quello di abbandonare la strada intrapresa dal W3C che aveva portato alla differenziazione tra documenti HTML Transitional e documenti HTML Strict.

I nuovi elementi presentano comunque dei vantaggi, come ad esempio la disponibilità di un’API JavaScript studiata appositamente per la gestione di oggetti multimediali. Inoltre si potrebbe addirittura ottenere come effetto collaterale la diffusione e l’eventuale successo di un formato video standard e libero da royalty, se solo il working group di HTML 5 riuscisse a raggiungere un consenso al riguardo…

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filosofia, firefox, html, html5, Javascript, ogg, theora, video, vorbis
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